ANTOLOGIA DI PLANET RIVER
ANTOLOGIA DI PLANET RIVER
Il colle
Sorge l’alba
Di un sole deforme
A rosseggiare lenta
La landa deserta.
Ovunque silenzio
Nel pianeta senz’alberi
Ovunque silenzio
Nel mondo formato
Di lontano un colle
Avvolto nel buio,
altare alieno
di voci soffuse.
Brusii soffocati
Di ossa e di polveri
A narrare storie
Di astronavi volanti.
L’oscuro viandante
Che passa e che legge
Sommessamente ascolta
Il funebre canto.
Di esploratori e coloni
La morte e la vita
I rancori e i sorrisi
Cogli le voci.
Fermati pellegrino,
siedi sicuro
abbandonati lieve
al dolce declivio.
I loro sussurri
Odi ti prego,
Il loro pianto,
Il colle
Sorge l’alba
Di un sole deforme
A rosseggiare lenta
La landa deserta.
Ovunque silenzio
Nel pianeta senz’alberi
Ovunque silenzio
Nel mondo formato
Di lontano un colle
Avvolto nel buio,
altare alieno
di voci soffuse.
Brusii soffocati
Di ossa e di polveri
A narrare storie
Di astronavi volanti.
L’oscuro viandante
Che passa e che legge
Sommessamente ascolta
Il funebre canto.
Di esploratori e coloni
La morte e la vita
I rancori e i sorrisi
Cogli le voci.
Fermati pellegrino,
siedi sicuro
abbandonati lieve
al dolce declivio.
I loro sussurri
Odi ti prego,
Il loro pianto,
Accogli pietoso.
Il dormiente
Dalla stasi criogenia
Mai mi svegliai
E così passai,
senza ragione e senso,
dal sonno del viaggio
alla fine del tutto.
Non vidi neppure
La strana terra
Che ora mi accoglie,
per il resto del tempo.
Colei che aspettava
Mai si svegliò
E le parole che avevo
Nel cuore per lui
Morirono piano.
Nel sudore e dolore
Sciolsi veloce
l’antica speranza
in questo pianeta.
Riposo ora,
vecchia tra le sue polveri
e lo sento dolente
la mia vita invidiare.
Neppure ora,
spiriti alieni,
ho le parole
per dirgli:
ti amo!
Il sognatore
Meravigliose visioni
Il razzo guardando
Avevo negli occhi:
Aliene creature
Paesaggi fatati
E avventure narrate.
Ma solo a cenere
Di una terra riarsa
Nutrì la mia vista.
Morì nella fatica
E divenni la polvere
Che sì disprezzai.
Il rinato
Dalla colpa, su spaziali caravelle
Sono fuggito attraverso le stelle
E sono rinato con quest’anime belle.
Questo colle dolente
È il grembo accogliente
Di una madre clemente.
Il cieco
Avrei voluto
Vi fosse solo scritto:
“Piango il mondo che muore con me”
ma ancora poche parole
posso dirti,
rapito viandante
e allora sappi
che fui come un cieco
che per una sola volta vide
e vissi nell’amore e nell’odio
di quel giorno il ricordo.
Il lettore di fantascienza
Sento la voce beffarda
Di uno spirito oscuro
Che ride dei sogni illusori
Dei miei molti scrittori.
Qui v’era solo polvere
Qui v’è solo dolore.
L’uomo
Poco lontano
Dalla strada ultimata
Sorge un colle nascosto.
Ben lo ricordo
Ammasso di terra
E di rocce confuse.
Scelto per caso
A eterno riposo
Dagli antichi coloni.
Dal lato dei soli
Ora sepolto
Ascolto e voci.
In silenzio rimango
E rivivo ogni giorno
il sogno e il coraggio.
Cupo viandante,
senti innalzarsi
il vessillo dell’uomo?
Il dormiente
Dalla stasi criogenia
Mai mi svegliai
E così passai,
senza ragione e senso,
dal sonno del viaggio
alla fine del tutto.
Non vidi neppure
La strana terra
Che ora mi accoglie,
per il resto del tempo.
Colei che aspettava
Mai si svegliò
E le parole che avevo
Nel cuore per lui
Morirono piano.
Nel sudore e dolore
Sciolsi veloce
l’antica speranza
in questo pianeta.
Riposo ora,
vecchia tra le sue polveri
e lo sento dolente
la mia vita invidiare.
Neppure ora,
spiriti alieni,
ho le parole
per dirgli:
ti amo!
Il sognatore
Meravigliose visioni
Il razzo guardando
Avevo negli occhi:
Aliene creature
Paesaggi fatati
E avventure narrate.
Ma solo a cenere
Di una terra riarsa
Nutrì la mia vista.
Morì nella fatica
E divenni la polvere
Che sì disprezzai.
Il rinato
Dalla colpa, su spaziali caravelle
Sono fuggito attraverso le stelle
E sono rinato con quest’anime belle.
Questo colle dolente
È il grembo accogliente
Di una madre clemente.
Il cieco
Avrei voluto
Vi fosse solo scritto:
“Piango il mondo che muore con me”
ma ancora poche parole
posso dirti,
rapito viandante
e allora sappi
che fui come un cieco
che per una sola volta vide
e vissi nell’amore e nell’odio
di quel giorno il ricordo.
Il lettore di fantascienza
Sento la voce beffarda
Di uno spirito oscuro
Che ride dei sogni illusori
Dei miei molti scrittori.
Qui v’era solo polvere
Qui v’è solo dolore.
L’uomo
Poco lontano
Dalla strada ultimata
Sorge un colle nascosto.
Ben lo ricordo
Ammasso di terra
E di rocce confuse.
Scelto per caso
A eterno riposo
Dagli antichi coloni.
Dal lato dei soli
Ora sepolto
Ascolto e voci.
In silenzio rimango
E rivivo ogni giorno
il sogno e il coraggio.
Cupo viandante,
senti innalzarsi
il vessillo dell’uomo?
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