25 aprile 2008

La tua pietas

Sono nel mondo

Sono nel mondo
E lo sono ora
In un momento
Reale
Irripetuto.

Vero proseguo
Curioso
Un cammino
Lungo una dorsale
Inesplorata.

Vivo respiro
Profumi di città
Popolate
E osservo un bambino
Un poco gli somiglio.

Non chiedo nulla
La ricerca si interrompe
Qui era partita
Nello stesso luogo
Ho trovato il Graal

Il nome
Me stesso.

La tua pietas

La tua pietas
Cataro rifugio
Consolamentum

E io mi scopro
Un uomo buono.

Il magnifico Demiurgo
Altrove sogghigna
E i roghi del MontSegur
Sono ormai freddi.

Donna, in Seth
Tu mi sei
Sorella.

Nome d’ossa pedone scolpito


Vado dicendo poesia
Nella prosa cammino
E vengo ignorato
Inascoltato resta il suono.

Non è il mio nome
Altrove segreto giace
E tacciono le voci
Di caotica follia.

Un coro resta garbatamente fermo
E dalla sala buia si leva un applauso.
Conosco il nome
Ma mai lo pronuncio.

Altri estranei nomi
Mi condannano
Ma non uccidono
Mai più.

Nel nome la vita è accettata
Non v’è nessuna alba
Ma la notte ha smesso
D’esser notte.

Pedone bianco
Senza scacchiera
Libero avanza
Senza amici o nemici.

Nome d’ossa,
Pedone scolpito.


E nel dolore ho perso il mio nome

Si maschera il nome di suoni di dolore
Cere colanti volti fasulli
E si dimentica il nome
Labirinti di urlata follia
Voci a migliaia sadica umiliazione.

E nel dolore ho perso il mio nome.
Conosco il nome.
Il mare nero s’è ritratto
E la luna nuova governa le maree.

Silenzio, nessun suono,
Il cuore è fermo e nessun battito
Il tempo non esiste.
Solo il mio nome.

(Alla Luna)

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1 Comments:

Anonymous zoon said...

in realtà, per villasanta, mi siete mancati voi. parecchio. a presto, carissimo, e grazie per l'antologia :)

12:20 PM  

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